Per favore, aggiorna il tuo browser ad uno che supporta gli standard. Questo sito, come molti altri si vedrà molto meglio, anche se puoi leggerlo anche così.

Thoughts
home © pecus 2001

una scena devastante

Pronto.

Scattante sui garretti.

Pelo (?) liscio e muscoli pronti allo scatto.

Non è un cavallo. Non siamo al Palio di Siena. Siamo in una macchina.

Calda. Troppo calda. In America si direbbe "Too Fucking Hot" ma da noi tradurre "Troppo Cazzutamente Calda" sembra quasi voler far un complimento alla macchina -- diventa subito una macchina di zona -- per cui ci limiteremo a dire "FOTTUTAMENTE Calda".
L'occhio ha puntato i semafori, le gomme hanno unto l'asfalto in aree impossibile e mai toccate prima sottolineando con acuti stridii performance ai limiti del parossistico. Ma non stiamo parlando della macchina, stiamo parlando di un uomo. Che ha coperto la distanza che lo separa dall'aria condizionata dell'ufficio all'acqua della piscina lottando contro raffiche di aria rovente, un uomo che quando si deciderà a coprire la distanza che lo separa dall'aria condizionata dell'ufficio ad un concessionario per comprare un auto col condizionatore non sarà più un eroe, perché nella comodità si diventa pusillanimi. Quest'uomo, dunque, pronto, caldo, molto caldo, concentrato sul prossimo sforzo ha raggiunto epicamente la piscina Sempione. Tutto lascia prevedere 50 vasche vissute come neanche uno che ha fatto il bagno nel Denim Musk potrebbe desiderare e invece...

Davanti alla piscina sempione si presenta una scena devastante. Le rane che cadono dal cielo in Magnolia non sono niente al confronto. La morte della scimmia nella stazione di polizia marocchina in Marrakesh Express un'infimo ricordo. John Belushi in Animal House è quasi calzante, ma qui siamo in un contesto diverso, un incrocio tra la furia biblica delle cavallette e la sospensione della realtà di Un Inverno a Marienbad (o qualunque titolo della Nouvelle Vague o di Antonioni quando non era sordo, tipo che so, Il Deserto Dei Tartari). La scena è una crocifissione agli intenti, la disintegrazione degli impegni, l'annullamento delle promesse, l'eliminazione di una dimensione cartesiana.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

LA PISCINA È ERMETICAMENTE CHIUSA

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Nessun uomo gentile può restare indifferente alla scena. Il cancello verde cinto da una catena arruginita. Nessun segno, non un cartello, non un brandello di nastro adesivo vestigia di un avviso che fu e che ormai il vento ha portato via. Nulla.

Mesto, afflitto, il nostro uomo torna in macchina. Le sfide alle curve, alla forza centrifuga, al caldo e alle cazzate che uscivano dalla radio ormai bloccata su DJ sono un ricordo lontano. Vinto da una burocrazia che assume decisioni draconiane e arbitrarie, quest'uomo che ha fatto della terra la sua casa e che malinconico ripensa al suo pianeta lontano nello spazio infinito, non riesce a resistere a sì tanto sopruso e viene definitivamente abbattuto dai colpi della conformazione borghese:

va da Auchan a fare la spesa.

15:15 di Tuesday, July 03, 2001