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Martedì 30 Agosto 2005


Estate

Mai come questa estate ho avuto l’impressione che tutto sia andato avanti come se niente fosse. Niente vuol dire caldo, mare, afa, fiacca, ozio, bibita fresca, parole crociate, sudoku (non mi avrete!), politica da ombrellone, città vuote, esodo e rientro in coda. Tutto vuol dire Google, Yahoo, WebOS, e tutto quello che sta sotto l’ombrellone Web 2.0 (o 3.0).
Ho la sensazione che in autunno ne vedremo delle belle.

scritto da pecus alle 12:28 §

Giovedì 25 Agosto 2005


Toro: telenovela Giovannone

Oby mi imbecca: quello che sta succedendo a Torino non è così chiaro, soprattutto perché manca il canale di informazione. Wittgenstein lo sa, e pubblica gli unici link da cui si capisce qualcosa. Meglio di Repubblica, che riesce però a mettere un po’ d’ordine.

scritto da pecus alle 16:57 §

Mercoledì 24 Agosto 2005


(R)entrée

Ah, la France! Dove tutto è un po’ meglio che in Italia.
Non troppo, come dice Fred, ma quel po’ che ti fa domandare come mai non riusciamo a farlo anche noi. E non è esterofilia: le persone sono più civili e cortesi, i prati a riposo sono intonsi, la gente non urla, non getta roba per terra, non scrive sms mentre guida, i trasporti funzionano, le autostrade informano su lavori e rallentamenti prima di finirci dentro, la gente è più rispettosa di divieti e norme, perché queste sono più corrette e precise.

Ah, la vitesse! i limiti di velocità (a proposito, quest’anno ci siamo salvati dal tormentone estivo del ministro Lunardi). Ho sempre pensato che i limiti sulle nostre statali siano fatti per le auto degli anni ’60, balilla, giardinette e 124 spider: si guida infatti in piena sicurezza a 20Kmh in più del limite, e così la gente si abitua a ignorare i divieti. In Francia no, a meno che non abbiate una sportiva che sta incollata alla strada. E se incrociate un cartello che segnala controlli automatici, l’autovelox c’è davvero, pochi metri più avanti. In Italia lo stesso cartello è usato come una bandiera di benvenuto dei centri urbani, perché i controlli, più che occasionali, sono meschini: l’impressione è che si punti a fare cassa con le multe, non sicurezza.

Oui, mais que cher! No, non troppo, e quando sembra è solo sulle voci di spesa più tipiche del turista. I pasti costano dai 15 ai 30 euro a persona, su menu. Dormire in una chambre d’hotes è decisamente più conveniente dei nostri agriturismi: in media 45€, colazione per due compresa. La benzina acquistata nei supermercati costa fino a 20 centesimi in meno al litro che in Italia. Il resto, come da noi (e mi piacerebbe confrontare il mercato immobiliare…)

Donc, la France! Un paese un po’ più dignitoso del nostro. I telegiornali fanno informazione, non costume. I giornali (ok, non Ouest France, che apre con titoli di cronaca locale ed è onnipresente in Bretagna) sono ancora quotidiani semplici, non raccoglitori di DVD, magazine, CD di musica, libri o gadget. C’è Starbucks, e soprattutto, al cinema era già uscito Willy Wonka e la Fabbrica del Cioccolato. Ah, la France…

scritto da pecus alle 12:11 §

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