Pecus
Berlino, il Reichstag, Norman Foster, 1999
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Venerdì 30 Luglio 2004


In televisione con Spizzico

Serata abbandono ieri, punta di trash estivo televisivo come si confà a ritrovi maschili ma intimisti, perché non di gruppo.

Si inizia con modiche quantità di birra, per non bruciarsi la serata. Umore brillante, ma dietro si annidano chiacchere — ormai sono solo questo — velate di delusione e tristezza: il lavoro che non c’è più (ancora per qualche giorno è cronaca), il tumore, l’incidente, il collasso e la catena di sfiga dei genitori di Francesco. Si continua a birra, si chiama Spizzico, si ordina la pizza, si continua a chiaccherare divagando nel gossip. TV accesa a caso. Scopo: sottofondo sonoro, caleidoscopio visivo da distrazione occasionale.
Film vandammesco su Italia1, Spizzico consegna pizza senza ingredienti, telefonata di scortesia Se vuole gliela rifaccioNon importa, la prossima volta scedo a prenderla qui sotto, l'eroe solitario sul treno del film spara in giro e procede a tappe forzate a salvare tutti. Tutti quelli che non sono già morti, perché i cattivi sparano ogni minuto dispari uccidendo passeggeri, e le reazioni dei superstiti sono da accademia drammatica dello stoicismo: non una reazione, un gridolino (perché non vanno a scuola da Romero?), uno sbigottimento.

Zapping sul secondo (a film finito con la scontata vittoria dell'eroe) per vedere Alias. Adepti di Fox e delle serie perdonatemi. Io sono un po’ fuori da questi giri. Mi perdo le prime serie. Non conosco i personaggi. Scopro i cult quando sono già demodé. Quindi solo ieri ho fatto il battesimo di Alias, per di più per caso, e con Spizzico e il violent–trash di contorno.
Forse sarà stata la quantità di birra a quel punto della serata (la fila delle bottiglie sul bancone della cucina si era allungata pericolosamente), o l’editing, le tonalità dark della fotografia, i dialoghi sospesi o la scomodità di trovarsi dentro un racconto e non avere alcun riferimento (personaggi, legami, antagonismi, contesto). L’ho visto con l’occhio (alcolico) di chi deve dare il primo esame di cinema a Lettere. Non ci ho capito nulla, ma mi è piaciuto.

scritto da pecus alle 12:56 §

Martedì 27 Luglio 2004


Elogio dell’Utopia

Ieri è arrivato l'Acer che ho acquistato la settimana scorsa. Consegna un po’ lenta (e tracking praticamente inutile sul sito di SDA che va bene che è delle Poste, va bene che non è in concorrenza con DHL o UPS, ma qualcosa di più di Partito (Venezia), In consegna (Torino) potrebbero scrivere, per non parlare dell'sms mai arrivato che avrebbe dovuto avvertirmi dell'avvenuta consegna). A parte questo, macchina meravigliosa, leggerissima, elegante, destinata immediatamente a un’operazione a cuore aperto: via Windows XP Home e dentro XP Pro.

Memore dei racconti di Massimo Moruzzi che ha preso Sasser mentre aggiornava con Windows Update un computer appena installato, ho fatto le installazioni offline e ho abilitato il firewall per gli aggiornamenti. Le cose vanno bene e finalmente si comincia a lavorare.

Ecco, questo è il punto di discontinuità nella dimensione di euforia di un nuovo computer: dover installare tutto. Aggiungete un lavoro in consegna e il potere di questo punto di assorbire e deformare tutta la vostra realtà, al pari di un buco nero, diventa massimo. E nella tensione all’infinito appare cristallina l’Utopia, sinuosa e formosa, attraente e vaga, sensuale e alienante.

Prendete Wired quando era una rivista interessante. Non serve sfogliare più di qualche numero per leggere che le applicazioni online avrebbero rivoluzionato il modo di usare i computer. Piccole applicazioni scaricate alla bisogna dalla rete, acquistate sul modello pay—per—use e disponibili su qualsiasi computer connesso in rete, con le vostre preferenze e i vostri file.

Io non le vorrei nemmeno tanto piccole (ormai la banda non è più un problema), così da poter sostanzialmente riprendere a lavorare da dove uno ha lasciato. Photoshop, Illustrator, font vari, Dreamweaver, Ultraedit, tutto già installato in potenza, e solo da attualizzare sul computer che ipso tempore abbiamo in uso. Utopia. E proprio perché tale mi avrebbe salvato da 1 giorno di lavoro impiegato esclusivamete a mettermi in condizione di lavorare.

A dire la verità i pezzi ci sono, ma sono scollegati. Apple ci va vicino con .Mac, che include spazio disco, sincronizzazione della rubrica, del calendario, della posta e dei bookmark, e forse non sarebbe così difficile implementare un meccanismo per terze parti simile al System Update, che installi e riconfiguri tutti i software di un utente. Per questo anche Microsoft avrebbe già un motore (Windows Update), ma è carente da tutti gli altri punti di vista (e continuo a non capire cosa aspettano a introdurre alcune di queste funzionalità in MSN). Il vero problema è che entrambe queste soluzioni sono o sarebbero mono piattaforma, per cui serve un vero Internet Application Provider, neutro e apprezzato. Non ci vuole molto per trovarlo: Google.

Google è davvero la killer application di Internet, o il suo sistema operativo migliore. Potrebbero unire i pezzi e il vantaggio sarebbe enormemente superiore alla somma dei singoli. Potrebbero convincere le grandi società di software (Adobe?) a un approccio alla iTunes nei confronti della vendita di applicazioni e servizi, 99¢, volta per volta, e Google potrebbe mantenere gratuiti (vs. il pagamento di un abbonamento) i servizi di sincronizzazione e backup. Il modello economico non è importantissimo (lo è, ma non rispetto alla visione generale).
Plug&Play avrebbe finalmente un senso compiuto, e si porterebbe dietro la vostra storia informatica. Che poi, a guardare bene, non è altro che la nostra storia: foto, amici, ricordi, lavoro, chiacchere…

scritto da pecus alle 17:54 §

Sabato 24 Luglio 2004


Portafoglio

Ho sempre odiato i portafogli. Quelli in pelle, da uomo, eleganti o casual, anonimi, rettilati, importanti, catenati, spessi a pacco, tutti.
Tengo i soldi in portafogli di tessuto, stile peruviano, da bancarella. Non mi fanno impazzire nemmeno questi, ma a loro modo difendono un modo diverso di tenersi i soldi in tasca. Poi ci sono quelli in gomma o vernice, di pneumatico riciclato, ma non ho più l'età. Quando li ho visti per la prima volta a Berlino (prima che arrivassero marchiati Vulcan o altri brand surfistici) ammetto che mi è venuta la tentazione di lasciarmi alle spalle il portafoglio intillimani e cambiare genere (ma non stile). Ma non ho più l’età

Oggi mi sono trovato sulla strada di Damasco dei portafogli. Piquadro ha un portafoglio in pelle (sono un convertito) con una specie di siliconatura in plastica azzura (100% Cyan praticamente) a contrasto con la pelle trattata su un colore arancione, quasi come quello in voga sul web qualche anno fa, #FFCC00 (anche se è un po’ più saturo.

Non è periodo di lussi, ma un’ottimo modo per festeggiare quando le cose cambieranno (oddio mi sento come un padre che si compra il rendimento scolastico del figlio…)

scritto da pecus alle 17:26 §

Venerdì 23 Luglio 2004


Cosa succede

Vivo accelerato, come il treno con cui vengo a Milano tutti i giorni. Mica per nostalgia, ma per avere un computer con cui lavorare.
Ho ordinato un portatile da CTY.it, un Acer TravelMate 292LMi, ma dovrebbe arrivare solo lunedì. Claudia mi ha regalato un fotofonino nuovo (anche se facevo un figurone con l'Ericsson T28 vintage), un Siemens MC60, ho un lavoro da finire prima delle ferie (a questo punto meritatissime) e al ritorno cercherò di riorganizzarmi. Su niueconomi vorrei approfittarne per raccontare cosa fare in queste situazioni: da come lasciare l'ufficio e il lavoro a come muoversi dopo. Appena ho un po' più di tempo…

scritto da pecus alle 15:17 §

Venerdì 16 Luglio 2004


Lezioni di online marketing

Land of Oz è un articolo eccezionale su come fare marketing online. Un po' condizionato dalla realtà americana (o ho perso smalto e mi sono perso le ultime meme da AYB, oppure da noi gli spongemonkeys non sono passati), è in ogni caso pieno di sacrosante verità. Che dimentichiamo un po' troppo spesso.

scritto da pecus alle 12:07 §

Giovedì 15 Luglio 2004


Vittime della Niu Economi

Ho appena inaugurato un blog. Si chiama pomposamente: Vittime della Niu Economi.
Sono contento perché ha un incipit d'effetto: Eccomi qua, licenziato da un giorno all'altro a fare lo scatolone come il perfetto dipendente americano. Davvero! Continua…

scritto da pecus alle 20:57 §

Martedì 13 Luglio 2004


Facts don't do what I want them to

A me sembra che si giri sempre attorno a un concetto banale: quello dell’autorità. Abbiamo dato autorità ai giornalisti delegando la controprova delle notizie (pochi fanno ricerca, molti ri–impacchettano agenzie, comunicati stampa e RVM vari d’archivio). Con i blogger succede che invece di avere un garante (editore, corporazione, e non apro una polemica), abbiamo un Autore. Maggiore esposizione del punto di vista, impossibilità di delegare il vaglio della fondatezza delle notizie.

Come si fa allora? Per me si fa così: si continua a leggere e ci si fa un’opinione. I blog sono per definizione linkati (altrimenti sono invisibili). I commenti sono un altro scarto al punto di vista dell’autore. E la continuità di lettura (non ristretta esclusivamente alla blogosfera) costruisce una visione critica.

Non dico che questo sostituisce il giornalismo. Lo complementa. Se George W alza il medio a due ragazzini, non è tanto importante se sia vero o falso, nemmeno per il voto (è più importante Moore), mentre lo è molto di più per l’effetto meme, per il passaparola e la rete di conversazioni che ci si costruisce sopra.

Come quando hanno licenziato il tipo in Microsoft che aveva fotografato una pedana di G5. Vero o falso che fosse (vero, sfiga sua), la notizia aveva fatto il giro del mondo grazie al suo blog.

Commento al post di vanz del titolo

scritto da pecus alle 16:36 §


Arrivata, perfetta, amore

È arrivata. È bellissima, una meraviglia da tenere in mano, mille regolazione eppure basta impugnarla e premere il bottone di scatto per cogliere una scena Lebowski anche in condizioni di bassa luce.

Sento di avere appagato per un po’ il mio lato tecnogadgettistico, anche se questa USB radio ha riscatenato la frenesia da shopping.

scritto da pecus alle 15:18 §

Venerdì 9 Luglio 2004


Cedo Casa

Cedo la camera che sto affittando a Milano. Ricevuta da un blogger, la passerei a un blogger, in una staffetta simbolica. Balcone, 100m da metropolitana Cimiano (M2), 300m Parco Lambro, 1km autostrada, condominio tranquillo, vicina a Coop Palmanova e Sma via Padova. Economica come se non bastasse (280€).

Visto che sono pigro e i commenti in questo blog ancora non ci sono, ne ho fatto un altro per farvi dire la vostra, rispondere alle vostre domande e metterci in contatto se vi interessa.
Ha un solo post. Questo. Se vi interessa…

scritto da pecus alle 10:56 §

Mercoledì 7 Luglio 2004


Umorismo in coda

In coda verso Savona, domenica, fermi. Un motociclista ci sorpassa a destra urlando "ITALIAUNOOO…".

scritto da pecus alle 10:44 §


La mia banca è differente

Ieri ho chiesto un fax alla mia banca con gli ultimi movimenti. È la cosa più vicina all'Internet banking che sono riuscito ad avere, non perché Unipol non lo metta a disposizione dei clienti, ma perché lo fa pagare, e non lo trovo giusto. Quando ho guardato il saldo ho pensato (in disordine rigorosamente affastellato):

Saldo contabile: 429370,00 €.

Ho goduto giusto il tempo tra il fax e il chiamare la banca per farmi preparare il contante (si sa mai, poi te lo stornano senza nemmeno avvisarti e vai in rosso). Il materasso va benissimo, ho pensato…
Niente Jocelyn. Un errore nella procedura di invio dell'estratto conto via fax. Mi hanno pure ringraziato.

Che sola!

scritto da pecus alle 10:30 §

Martedì 6 Luglio 2004


Digifoto

Abbiamo deciso. Ma né per la Nikon né per la Canon. La terza incomoda ha vinto di misura. E per festeggiare che da Pixmania costa 150 euro in meno che da FNAC, ci siamo comprati anche un hard disk travestito da lettore di MP3 (inutile) con ingresso per Compact Flash, il Vosonic X’s Drive Pro VP300, che Powerinnumbers vende a un prezzo stracciato, tanto che con quello che si risparmia ci sta anche una scheda di memoria da 512Mb (certo non è né una Sandisk né una Lexar). Sono in Australia, ma su it.arti.fotografia.digitale ne parlano benissimo.

scritto da pecus alle 10:35 §

Venerdì 2 Luglio 2004


Vita da sCemit

I miei ex–colleghi hanno dato vita a un blog aziendale collettivo e anonimo. E ci stanno dando dentro a suon di post e commenti!
Non poteva che chiamarsi vita da sCemit.

scritto da pecus alle 15:53 §

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