Pecus
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reading Underworld - Don Delillo [Einaudi] webcam sporadically updated
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Martedì 24 Giugno 2003


Lots and lots and lots of meat

[13:30]  PIXLET
[13:30]  Breakthrough QuickTime codec
[13:30]  Delivering studio-grade quality to the desktop for the 1st time ever
[13:31]  We got a request from a company we like, Pixar
[13:31]  Wanted to compress film-grade images enough to easily distribute w/o compression artifacts
[13:31]  Pixar   Wavelet = Pixlet
[13:31]  Pixlet delivers resolution (high def) quality
[13:31]  48 bits per pixel source data
[13:31]  Only one above 24 bits per pixel
[13:31]  No noticeable visual artifacts
[13:32]  Not doing interframe compression
[13:32]  Easy editing and back-and-forth scrubbing
[13:32]  HD/2 resolution (960 x 540)
[13:32]  Full screen
[13:32]  24 fps
[13:32]  Can decode it on a 1GHz PowerMac
[13:32]  Stereo sound
[13:32]  == sounds like you need a minimum 1GHz PowerMac to take advantge
[13:33]  Playing Finding Nemo trailer over pixlet
[13:33]  ==No visible artifacts that I can see
[13:33]  Still showing Nemo trailer
[13:33]  Demoing scrubbing

[13:33]  Never seen a codec like this before in a PC

Oltre alla presentazione dei G5, la WWDC ha svelato decine di nuove feature di Mac OS X, nella versione Panther. Insieme al sopracitato codec Quicktime, sembra che finalmente Apple metta mano al manuale dell'usabilità e delle buone norme delle interfacce utente, ripristinando un Finder elegante e meno rigido e stupido dell'attuale, mettendo ordine nella selva di finestre che si rischia di dimenticare aperte (Admit it, Mac OS X has you spoiled. You've become so used to its reliability that you don't hesitate to have a gang of applications running at the same time. dove la parola chiave è don't hesitate, splendido esempio di come un copywriter sappia trasformare un baco, anche se dell'esperienza utente, in una lode del sistema), anteprime native di documenti PDF e diverse migliorie di sistema (X11, migliore supporto a NFS/UFS, supporto per API Linux, IPv6). Non resta che provare con mano!

scritto da pecus alle 10:21 §


WHOA!

Ero lì lì per perdere la fiducia in mamma Apple che ti sforna il PowerMac G5: case in alluminio finalmente con porte frontali, architettura da primato, dettagli (audio digitale in e out), e potenza. Apple è di fatto la nuova Silicon Graphics.

scritto da pecus alle 09:01 §

Martedì 17 Giugno 2003


folgorazione

dichiarazione di verità epistemologica: sei il tuo away message su ICQ. Naturalmente sei hai un passato da copywriter puoi tirartela molto di più!

scritto da pecus alle 12:40 §

Lunedì 16 Giugno 2003


Una brevissima segnalazione in tempi di abdicazione di responsabilità civica (siete andati a votare per il referendum? Siete ancora in tempo, fino alle 15 di oggi): come trasformare la frontiera wi–fi nel solito pasticciaccio all'italiana.

scritto da pecus alle 11:07 §

Giovedì 12 Giugno 2003


Dimmi il tuo template!

pizia c'era. mica tanto ovvio secondo rillo, ma c'era. uomonero c'era (io non posso provarlo, ma lui ), ma non è rimasto (il caldo, la doccia, direbbe). vx c'era, e con lei l'arkangelo insonne. tom è un ex-torinese. falso magro idilio non ha driblato solo il dito di pizia, mafe sosterrebbe che tutto questo è autoreferenziale, carlo non potrebbe rispondere perché non c'era più, nemmeno luca, chenonmollailmicrofonoeppurefatelevisione, zu si girava per i lemma più singolari. lasciamo stare le querelles che vogliono i typisti più snob e avanzati degli splinderiani (o blogspottisti). nella vecchia guardia in tanti postano ancora l'HTML a mano. la punta di snob viene fuori a prescindere. dal modo di fare le domande. dal presumere che tutti ti leggano e ti conoscano. dall'essere clan prima ancora che comunità. oppure io sono un eremita in là con gli anni, per nulla imbarazzato dal non alimentare il blog come un dovere primario. ma non me lo sarei perso per niente al mondo. caldo da aggettivi di Stefano Benni, Panta rallentata dall'appiccicume dell'asfalto sulle gomme, triplo cambio d'abito justincase, cartina srotolata sul sedile del passeggero, candore sorpreso davanti a uomonero che mi saluta mentre entro in sala Ciao pecus mentre balbetto io… non so chi sei, Vane che è più nera e splendida della sua buell, pizia schiacciata da chiacchere altrui alla sua presentazione, e per quello, perché mentre gli altri vociano lei distrattamente e inavvertitamente sfiora con gli occhi il suo libro, più presente e sonora di loro (e poi ti accoglie silenziosa con un calore meraviglioso), arkangel che taglia lo spazio senza bisogno di presentarsi, le quattro freccie della mia macchina che continuano a lampeggiare tanto ormai sono dentro, e il pensiero di riaffacciarsi oggi sul blog e ritrovarsi in un intreccio notturno e rumoroso che ancora fa fatica a sopirsi.

quel che è certo, è che non sto più leggendo Harry Potter.

scritto da pecus alle 15:55 §

Mercoledì 11 Giugno 2003


io dico una cosa e te e tu dici una cosa a me

come mai da un po' di tempo comincio tutti i miei post con un titolo? non è mica per l'amore del web semantico che mi viene da includere quelle poche sibilline parole in un <h1>. che mi aiuti a organizzare i pensieri è escluso: di recente ne bazzicano pochi qui intorno e l'urgenza di respirare aria nuova sale come l'afa che ci si spalma addosso. aria fritta, come sempre. queste parole, non l'afa, ovviamente. però, e già questa frase echeggia versi di morgan (molto bello canzoni dell'appartamento), mafe mi ha passato l'invito alla presentazione di mondo blog, stasera alla Feltrinelli a Milano. E io, che non avevo fatto in tempo a bloggarlo, le ho raccontato di BiddingForTravel, una bacheca dove vengono pubblicati i prezzi minimi spuntati per le prenotazioni alberghiere su Priceline, il sito in cui l'utente offre una cifra per alberghi, voli, o noleggio auto cercando di incontrare il favore di almeno un albergatore, o compagnia. Grazie a BiddingForTravel si riesce a fare quasi sistematicamente l'offerta più bassa con la garanzia di vederla accolta.

ci vediamo stasera alla feltrinelli

scritto da pecus alle 10:33 §

Giovedì 5 Giugno 2003


Copenaghen

Un thriller, una disputa scientifico–filosofica, un conflitto etico, sullo sfondo della paura della bomba, in una Danimarca occupata dalla Germania nazista mentre la fisica teorica dischiude l'universo dell'atomo e dell'energia che contiene. Tre interpreti magistrali, in una scenografia minimalista con pochi sapienti effetti di luce che calcano gli aspetti tragici, commoventi, appassionanti. Una figura di contrappunto che incalza i dialoghi, li oscura nella lucidità dell'osservatore esterno, ne partecipa con il pathos del coro del teatro classico. Copenaghen di Michael Frayn è un testo magnetico, leggibile e avvincente anche se nella forma di dialogo scenico, ma la versione scenica di Mauro Avogadro è veramente catartica. Una sorta di anfiteatro nero, chiuso da lavagne affollate di equazioni matematiche che fanno da quinte, quattro sedie, accoglie i tre protagonisti in un tempo sospeso tra quello della rievocazione, quello infinitesimale della fisica quantistica, quello del s–e–t–t–e–m–b–r–e   1–9–4–1 e quello scenico. Un mistero, quello della visita dell'ex pupillo Werner Heisenberg al maestro Niels Bohr, costella il dramma, svelato a tratti, o per versioni, tutte contemporanee e opposte, quanto il principio dell'inderteminazione che proprio Heisenberg scoprì (questa è una delle poche cose di fisica che ricordo e che mi piacquero al liceo, con buona pace della professoressa Barolo che davvero cercava qualsiasi cosa che sapessi pur di darmi un cinque al sei, perché neanche lei aveva voglia di trascinarsi il programma di fisica a settembre… Il principio dell'indeterminazione è quello del topolino nella scatola che ha o non ha mangiato il formaggio, quello dei due universi paralleli in ciascuno dei quali esiste una delle due possibilità, universi che condensano nel nostro nel momento in cui la scatola viene scoperchiata e l'osservatore risolve la dualità determinando l'universo del topolino. Da Heisenberg in poi parlare di oggettività è oggettivamente fallace ;-)).

Uno spettacolo affascinante che mi ha lasciato davvero appagato; un modo imprevisto e piacevolmente sorprendente di chiudere la stagione teatrale. [sul sito del Piccolo Teatro di Milano, un video e alcune foto]

scritto da pecus alle 17:37 §

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