Pecus
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Lunedì 31 Marzo 2003


Aggiungo un tassello alla mia indagine sulla validazione dei file nelle reti p2p e sui meccanismi distribuiti di fiducia per evitare falsi e spoof. Bitzi è un catalogo di file, basato su un hash, a cui gli utenti possono aggiungere diversi tipi di metadata e commenti sull'integrità e la quialità. Sviluppato come web service XML e basato principalmente sul network Gnutella, Bitzi può essere integrato in qualsiasi client p2p, a prescindere dalla rete di condivisione utilizzata. Alla luce di recenti inondazioni di fake, meccanismi di autotutela di questo tipo sono una delle poche garanzie di sopravvivenza delle reti decentralizzate.

scritto da pecus alle 12:24 §

Venerdì 28 Marzo 2003


Ho ritrovato per caso un vecchio amico della Teamfive: ora lavora in Devleap e scrive articoli e codice su .NET. Mancano all'appello Roberto Parola, Paolo Curtoni, e Diego Sarti.

scritto da pecus alle 14:56 §


La mia conversione è totale e completa: Mozilla ha una Googlebar!

scritto da pecus alle 14:48 §

Mercoledì 19 Marzo 2003


MozBlog poteva essere un modo divertente di sperimentare il nuovo Mozilla 1.3 ma sono vittima anche io del baco di configurazione che Mike non ha ancora risolto.

scritto da pecus alle 15:30 §

Martedì 18 Marzo 2003


Arrivare alla fine della banchina della metropolitana, aria indifferente, occhio puntato sulla telecamera e sulla gente sulla banchina. Aspettare il treno della metropolitana. Congestione, ressa, alta concetrazione di corpi per metro quadro. Condizioni ideali per infilarsi non visti nel tunnel e sparire nel buio. Per esplorarlo con calma.
Spinto dalla curiosità generata da un articolo su una rete di gallerie sotterranee nella città di Tokyo ho capito cosa usano gli sceneggiatori di X—Files come fonte di ispirazione.

scritto da pecus alle 18:12 §


Per gli appassionati di CGA, un articolo svela i retroscena di Weta Digital, compresi i numeri della imponente server farm. [via ArsTechnica]

scritto da pecus alle 11:34 §

Lunedì 10 Marzo 2003


Vergogna!

La Mondadori (mio datore di lavoro) fa la voce grossa con Liber Liber e impedisce la diffusione in rete delle opere di Gabriele D'Annunzio. E questo mentre pubblica romanzi di autori (collettivi) come Wu Ming che hanno invece un punto di vista ben diverso. Non so come la penserebbe D'Annunzio, né Leonardo Mondadori, ma Liber Liber non erode margini commerciali alla Mondadori, così come non lo fanno i Wu Ming. E visto che il problema sono i libri distributi con i giornali, farebbero bene a occuparsi di questi e non di occasioni di diffusione di cultura.

Clickando sulle copertine, puoi scaricare gratuitamente i nostri libri, solitamente pubblicati su supporto cartaceo con impressa la seguente clausola: "È consentita la riproduzione parziale o totale dell'opera e la sua diffusione per via telematica ad uso personale dei lettori, purché non sia a scopo commerciale." È una dicitura ancora imperfetta e interpretabile in diversi modi (la legislazione sul copyright spinge ad adottare l'accezione più vasta possibile di "scopo di lucro"), tuttavia consente a singoli o gruppi informali ciò che invece proibisce ad altri editori, produttori cinematografici etc. È giusto che questi ultimi paghino se vogliono usare le nostre storie, mentre chi lo desidera può fotocopiare il libro, scaricarne il testo dalla rete, manipolarne dei passaggi senza subire conseguenze. Questa piccola, semplice distinzione dovrebbe valere per qualunque "opera dell'ingegno", essere imposta come emendamento alle leggi vigenti e alla convenzione di Berna, ma in gioco ci sono troppi interessi. Con la brevettazione selvaggia di sequenze genetiche umane, stadio supremo della mercificazione delle vite sotto il capitalismo, la logica del copyright sta toccando un nuovo apice di perversione. Anche nelle "piccole cose" deve esprimersi la nostra resistenza culturale.

scritto da pecus alle 18:15 §


La differenza tra la gomma sinistra e la gomma destra del Columbia potrebbe confermare l'ipotesi che la temperatura all'interno dell'ala sinistra sia aumentata improvvisamente e che gas allo stato plasmoso sia penetrato nell'ala letteralmente sciogliendone la struttura portante. Le conseguenze del surriscaldamento sul pneumatico proverebbero l'ipotesi.
La ricostruzione dell'incidente sulla base dei frammenti ritrovati affonda le sue radici più in Sherlock Holmes che non nelle simulazioni computerizzate, il che rende questo puzzle ancora più interessante.

scritto da pecus alle 18:00 §

Venerdì 7 Marzo 2003


Qualche problema con il mio template XML, forse dovuto agli interventi sui server Blogger: ho dovuto eliminare gli spazi e ripristinare le identazioni manualmente per farli riconoscere al parser MSXML su questo sito.

scritto da pecus alle 10:52 §


Gingo

Che nome è Gingo? Gingo… suona un po' orientale (infatti la nuova city car Fiat assomiglia alla Honda HRV—separate alla nascita?), suona un po' giocattolo, anzi, giuoco, e certo non ha il fascino di Panda (anzi, Panta!), insomma, se la macchina è divertente, il nome è un po' una sola.
Anche Ford ha mancato una grande occasione: ha deciso di chiamare streetKa la nuova Ka Cabrio…

scritto da pecus alle 10:24 §

Mercoledì 5 Marzo 2003


TrackerPod: ma come si fa a non averlo??? In una chiara dimostrazione di narcisismo starei ore a guardarmi (per controllare che il motion tracking funzioni, ovviamente!)

scritto da pecus alle 14:17 §

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