Pecus
Berlino, il Reichstag, Norman Foster, 1999
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Venerdì 25 Ottobre 2002


Per la cronaca lo Smau è stata una grande delusione.

Mancano i grandi nomi, e quelli che sono presenti sono dimessi e un po' sottotono. Si viaggia col naso all'insù alla ricerca di qualcosa che non c'è, la grande novità, il nuovo boom, eppure tutti sanno che la new economy è sonnacchiosa, integrata non solo nella classic economy, ma addirittura démodé, oggi che si cercano soluzioni industriali e non artifici garagistici.
La parolina magica è wireless, e come tutti i fenomeni che attirano l'euforia del momento, tutti la adattano ai propri prodotti a ragione o a sproposito. Ma idee ce ne sono poche e il pubblico (perlopiù scuole, in una giornata dedicata agli operatori che altrimenti avrebbe visto i corridoi ben poco popolati) sciama verso gli stand TIM o Vodafone in un delirio di urletti per l'ultimo telefonino MMS o per accaparrarsi l'ennesimo gadget.

scritto da pecus alle 12:59 §


Tarocco Reality

Anche se da fuori sembriamo due avvinazzati il cui unico progetto serio sarebbe di andare a un incontro degli alcolisti anonimi, Johnny e io abbiamo deciso di partecipare all'AIM, il festival internazionale di time–based media. Chiaccherando ieri sera, dopo un Martini, una bottiglia di Vermentino di Gallura e un'acquavite distillata in casa, abbiamo trovato il modo di condensare in un'immagine e un concetto il progetto che stiamo cominciando a delineare.
Ci sono situazioni codificate che chiudono un universo in maniera autorefernziale. In parole povere, chi è all'interno di un ruolo o di una situazione che impone un comportamento codificato, non prende in considerazione alternative e adegua i propri giudizi morali e le proprie azioni in funzione della situazione. Noi vogliamo introdurre, per una condizione specifica, un elemento di scarto che costringa a ripensare la realtà, a guardare le cose in maniera diversa, ad agire secondo criteri estranei alla logica della situazione.

È come se, seduti a un tavolo di tarocchi, la cartomante a un certo punto estraesse una carta che non fa parte del mazzo, un ventitreesimo trionfo che non sa spiegarsi né lei, né voi, e che costringe a ripensare il gioco.
Non manca molto alla scadenza dei termini di consegna, per cui tutto sarà più chiaro a breve.

scritto da pecus alle 12:32 §

Martedì 22 Ottobre 2002


Scappato con la cassa.

Se siete torinesi non potete non conoscere la libreria Alfieri. E se il nome non vi dice niente, o è perché siete di ottima famiglia e i libri per le scuole superiori li compravate nuovi da Paravia o Druetto, o perché i libri non li compravate proprio! Le settimane di settembre a ridosso dell'apertura dell'anno scolastico si passavano davanti all'Alfieri o all'Avvoltoio, litigando con i vigili, adulando le mamme, terrorizzando i bambini, spacciando libri con versioni in latino scribacchiate da compagni annoiati, orecchie, evidenziature, sbotti di insofferenza verso i profi, prendendo il sole nelle pause e conoscendo gente.

Per i più temerari esisteva anche la possibilità di andarci a lavorare, all'Alfieri o all'Avvoltoio. Dei due, era una lotta decidere cosa fosse meglio. Ceste era un gran casinista, uno di quegli uomini con la barzelletta pronta, più adatto a fare il ristoratore che non il libraio, ma almeno levava la spocchia alla categoria. Piombava in negozio, parlava con tutti come se ci conoscesse da sempre (ecco, mi sono tradito), poi si andava a nascondere in un magazzino adattato a stamperia in via Tiziano, dove stampava i volantivi che faceva distribuire davanti alle scuole. Soffriva di cistite (e se ne lamentava con tutti), dormiva di pomeriggio perché evidentemente la notte o stampava, o faceva i conti, o inventava qualche altra formula promozionale, e in fin dei conti era un grande esperto di marketing, solo un po' naïf. L'Avvoltoio era in mano a un avvoltoio, una vecchia megera isterica e caffeinata e una figlia somigliante a Kathy Bates perfida uguale ma melliflua e amichevole. Ci potevi fare il callo, e finiva anche che riuscivi a imboscarti un po' (in verità in entrambi i posti). L'organizzazione era paramilitaresca, e come tale, soggetta a ogni tipo di imprecisione. La pianificazione delle scuole su cui volantinare avveniva secondo rigidi criteri: "in quella c'è mio cugino", "là vicino c'è un caffè dove fare colazione", "mi metti a volantinare con X?", "prendiamoci il Marie Curie che torniamo a mezzogiorno"…

L'Alfieri era un'occasione di social gathering, un test di resistenza allo stress e all'estemporaneità, un impiego sicuro dalla certa precarietà che garantiva un inizio di anno scolastico con il portafoglio pieno, un nuovo gruppo di amici e decine di storie da raccontare.

Update: Via Ormea, il mistero del libraio sparito [20/10/2002], «I librai avevano premeditato la fuga» [23/10/2002], Librai spariti, la Procura apre un'inchiesta [24/10/2002], I librai: «Siamo scappati dai debiti» [28/20/2002].

scritto da pecus alle 16:45 §

Martedì 8 Ottobre 2002


Basta chiedere: Toast 5.2 supporta il CD–TEXT su masterizzatori compatibili con le specifiche MMC–3. Se avete problemi con l'aggiornamento, leggete i commenti sul forum di VersionTracker a proposito del file roxio.dat all'interno del package dell'applicazione.

Ho avuto un'idea che può rivoluzionare il mondo degli uffici multipiano. Anzi, darà ore e ore di divertimento a dipendenti che hanno già metabolizzato boccioni d'acqua agli angoli dei corridoi, macchinette del caffé divanetti e distributori di spuntini e gelati, e persino lava lamps! Basta un'immagine per spiegarla, è che… come tutti gli imprenditori lavoratori del comparto, ho poco tempo!

Lewitt–TremblettLewitt–Tremblett
La cappella Lewitt–Tremblett a La Morra è proprio bella.

scritto da pecus alle 11:52 §

Martedì 1 Ottobre 2002


Abaco–Zuzzurellone: come perdere il pomeriggio divertendosi.

scritto da pecus alle 15:22 §

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